Rosanna Zanini

 

LA RICERCA SCIENTIFICA OCCIDENTALE ED ENERGETICA

 LA LEGGE DI CAUSALITA' LINEARE (1)

 

 Nella medicina occidentale (per capirci quella che usiamo dalla nascita, quella degli antibiotici, dei famaci chimici, quella che passa sotto il nome di medicina convenzionale, o allopatica o come, meglio credo, di medicina industriale), il sistema di verifica di una ipotesi si basa su un protocollo di ricerca composto da vari stadi di avanzamento codificati, che porta alla fine ad evidenziare una probabilità, statisticamente dimostrata superiore al placebo, di efficacia di quella determinata ipotesi, su un campione randomizzato in doppio cieco. (AIUTOOOO!!!)

 Detta così chi ci capisce niente?

 Ma io l'ho detta apposta così, con gli stessi paroloni che usa il gergo scientifico ufficiale, così che chi sa, sa che io so, e chi non sa rimane fuori, con la bocca aperta, che poi è quello che si prefigge la medicina ufficiale quando vuole fare passare l'esperimento scientifico per qualcosa di assolutamente superiore incontaminabile e incontrastabile, così da togliere al profano qualsiasi capacità di critica e renderlo sempre più impotente!

 Così dicono: l'omeopatia non è scientifica!!! perché non è scientificamente dimostrabile!!!

 Ma allora la domanda si sposta ma di quale "scienza" stiamo parlando?

 Per capire di quale scienza stiamo parlando dobbiamo tornare molto indietro nel tempo, da un filosofo chiamato Aristotele.

 Era l'epoca dell'antica Grecia, un grande uomo chiamato Socrate, disquisiva con i suoi allievi tra cui Platone, su cosa fosse la verità, e come poteva l'uomo trovare la verità. Platone il suo discepolo pensava che l'uomo mai avrebbe potuto conoscere la verità, perché quello che lui percepiva con i sensi era solo una interpretazione personale della verità, ma quella vera quella al di fuori dei sensi non sarebbe mai stato capace di comprendere! La scienza che vuol dire "il sapere" è nata appunto come ricerca della verità.

 E dopo Platone, Aristotele, suo allievo, pensò che una parte della verità dovesse essere logica, come la matematica e come i numeri, così trovò una formula che è valida fino ai giorni nostri: A=A, A diversa B, A genera B, e così per tutte le altre lettere B=B, B diversa A/C, B genera C. ovvero in fine A genera B, B genera C, C genera D, ecc ma B non può generare A, così come C o D, perché la generazione si può fare solo da un verso.

 Aristotele ha scoperto così una delle leggi scientifiche più famose:

 LA LEGGE DI CAUSALITA' LINEARE.

 A causa B, B causa C, C causa D, ecc

 la regola che domina indiscussa in questa legge è che la causalità non può tornare indietro, cioè B non può causare A!!!!

 (continua)

 

 

LA LEGGE DI CAUSALITA' LINEARE (2)

 

 Abbiamo visto nel post precedente che il primo ad avere osservato che in natura esiste una legge di causalità lineare è stato Aristotele, che la codificò nella formula A causa B, B causa C, C causa D, ecc e che tale formula ha all'interno una regola inflessibile e inderogabile la causalità non può tornare indietro, cioè non è possibile che B causi A, o che C causi B o A, ecc.

 Bene tale legge vige tutt'ora per i nostri esperimenti scientifici occidentali, si fa un'ipotesi A causa B e si va a sperimentare se ciò è vero.

 per esempio, facendo una disquisizione sulle cause alimentari di uno specifico tipo di cancro su un pool di persone determinate secondo un protocollo prestabilito, si prende un alimento e si chiede alla persona malata di cancro: lei ha mangiato questo alimento? quante volte al giorno? in che dosi? da quanti anni? in che modo? cucinato come?, ecc la persona risponde al questionario, dopo di che si fa lo spoglio, e si estrapolano statisticamente i risultati. Ammettiamo che l'alimento in questione sia il latte e i prodotti del latte: latticini e formaggi, avremo che una grande maggioranza di questi avrà mangiato latte e latticini, allora che ne deduciamo che il latte è cancerogeno perché la stragrande maggioranza di persone, prima di avere il cancro si è nutrito di latte e latticini! ma se andiamo a comparare i risultati di un simile protocollo con i risultati di un protocollo uguale rivolto a persone sane vedremo che tutti i sani sono mangiatori di latte e formaggio. Purtroppo fare due protocolli uno per i sani e uno per i malati è chiedere troppo! per cui si vede solo ciò che si vuole vedere! Grazie alla legge di causalità lineare tutto torna al posto giusto e si può dire scientificamente dimostrato che ....

 In poche parole la legge di causalità lineare permette fatta una ipotesi di dimostrarla scientificamente vera! perché? perché prende in considerazione solo un parametro cioè una variabile per volta.

 per esempio nel caso del cancro, posso ipotizzare che la causa del cancro alla mammella sia l'alimento: patata. imposto il questionario di ricerca, lo somministro alle pazienti e poi elaboro i risultati secondo la valenza statistica. il risultato ottenuto potrò chiamarlo scientificamente provato, si, se avrò condotto la ricerca secondo parametri protocollati, Ma sul piano reale quanta probabilità avrò che quella ricerca mi dia un risultato veritiero? Assolutamente nessuna!!! perché in una malattia come il cancro in cui le variabili sono infinite aver testato solo una variabile non ha nessun significato, oltre a tutto un lavoro così comporterebbe di testare anche l'altra componente non malata per fare una comparativa statistica dei risultati. Il fatto che tutta la popolazione mangia la patata, non è significativo per poter determinare la patata come causa del cancro alla mammella. Questi sono i tranelli della causalità lineare e dei sillogismi che da questa provengono: il cane è un animale, l'uomo è un animale per cui l'uomo è un cane!

 (continua)

 

 

 

LA LEGGE DI CASUALITA' LINEARE (3)

 

 Abbiamo visto nel post precedente cosa sia la legge di casualità lineare e chi l'ha scoperta. questa legge è durata ininterrottamente come base di riflessione scientifica per millenni. Il seme A genera (causa) la pianta B, la pianta B genera il frutto C, il frutto C genera il seme A, EHI!!! ma qualcosa non va perché C non può causare A, è contrario alla legge di casualità lineare, INFATTI!!!! abbiamo scoperto una seconda legge LA LEGGE DI CASUALITA' CIRCOLARE!!!!

 MA A QUESTO PUNTO SIAMO CONFUSI!!!

 La legge di casualità circolare, al contrario di quella lineare è la più diffusa in natura, la differenza consiste nel numero di variabili, le variabili in una legge di casualità circolare possono essere infinite perché questa legge si adatta ai sistemi cosiddetti complessi.

 Cos'è un sistema è un'organizzazione di elementi come per esempio l'uomo, o un albero, o un animale che sono non una semplice unità ma un insieme di più unità, infinite unità organizzate in un individuo intero, con all'interno del suo sistema un'organizzazione funzionale di più unità coerenti col sistema che lo definiscono e lo mantengono. In grande parliamo sempre di ecosistema, ma in piccolo anche una cellula o un batterio è un sistema, perché al suo interno molte unità sono organizzate per mantenere l'omeostasi del sistema stesso, cioè un unità che provvede alla nutrizione e al metabolismo, un'unità che provvede alla riproduzione, una unità che provvede alla respirazione, in un orchestra sincronica che mantiene la vita e la specie di quell'unità, questi sistemi si dicono sistemi complessi, più il sistema è complesso più le variabili tendono all'infinito!

 Cosa vuol dire variabile?

 Facciamo un esempio di una foglia che cade, la scienza ufficiale, che cerca certezze, nell'esperimento in laboratorio prende in considerazione solo una variabile per volta, perché usa solo la legge di casualità lineare, cioè A causa B, B causa C, ecc per cui potrà predire dove cadrà la foglia solo se valuta una variabile, per esempio la forza di gravità, togliendo per quanto più è possibile altre variabili come il peso, il vento, la forma ecc , questo sarà possibile se per esempio toglie l'aria dal tubo di vetro in cui farà cadere la foglia. ma questo è vero e scientificamente provato solo in laboratorio in condizioni sperimentali ben lontane dalla realtà!

 nella realtà invece dove cadrà la foglia, non lo può sapere nessuno, perché le variabili del sistema complesso, altezza da cui cade la foglia, forza di gravità, atmosfera e sue dinamiche, forma della foglia, angolo di incidenza della forma con la forza di gravità con l'atmosfera con il vento ecc, ha talmente tante variabili da rendere molto problematico stabilire dove cadrà la foglia di un albero!

 per cui la legge di causalità circolare in cui si ribalta il concetto che A causa B e che B non può causare A, non è più vera, perché se la forza di gravità causa la caduta verso terra della foglia, la forza del vento si oppone alla forza di gravità per cui chi attirerà la foglia verso terra può essere la pressione negativa dell'atmosfera al posto della forza di gravità, per cui non è più A che causa B ma è C che causa B, ma di più se il vento mentre la foglia sta atterrando la riporta verso l'alto, è C che si oppone ad A, causando E, ma contemporaneamente la forza di gravità più la foglia sale in alto più farà sentire la sua forza verso il basso, ecc per cui la causalità lineare va veramente a farsi benedire, diventando sempre più una causalità circolare, in cui la forza di gravità si oppone alla forza del vento, rendendo sempre più arduo sapere scientificamente dove cadrà la foglia!

 Questo cosa significa che il sistema cosiddetto scientifico, basato solo su una sola variabile, non è affatto lo specchio della realtà, ma solo un puro artificio di laboratorio, e siamo ben lungi dalla dimostrazione che ciò che sperimento è la realtà, cioè siamo lontani dalla verità. Ecco il motivo per cui quando mi parlano di sperimentazioni scientifiche io rimango molto scettica dall'accettare i risultati, come specchio della realtà oggettiva di quanto si vuole provare!

 chi è ancorato alla legge di causalità lineare ormai per me obsoleta, non riesce a capire il mio ragionamento e pensa che io voglia solo criticare ora ho dato a tutti la possibilità di capire un altro tipo di ragionamento più in linea con quello che accade nella realtà.

 la causalità circolare è l'unica legge che può riuscire a provare scientificamente la medicina omeopatica e le medicine energetiche, perché queste medicine non posso essere valutate nella loro efficacia da una sola variabile, ma devono essere valutate nelle loro infinite variabili, basti pensare alla medicina omeopatica che deve tenere in conto non i sintomi della malattia ma quelli peculiari del paziente! Siccome i pazienti sono ognuno diverso dall'altro come fai a trovare una variabile sola, potrebbero esserci tante variabili quanti sono i pazienti. per cui a me non interessa che persone che considerano ancora la scienza secondo una legge di causalità lineare non sappiano valutare una medicina complessa, il consiglio che dò loro è che devono aggiornarsi su parametri scientifici al passo con i tempi, non siamo più al tempo di Aristotele.

 vorrei spiegarmi meglio sulla unica variabile della legge di causalità lineare, per potermi fare capire meglio: quando si fa una sperimentazione scientifica su un nuovo farmaco, per esempio un antidolorifico, la variabile è il dolore SI/NO , cioè il risultato risponde alla domanda: questa molecola è capace di togliere il dolore? SI/NO, è una sola variabile, tutte le altre rimangono escluse, per esempio questa molecola darà fastidio al fegato? questa molecola sarà tossica sul midollo? questa molecola potrà far morire per emorragia gastrica? ecc, le variabili sono infinite e molte sconosciute, ma tutte, esclusa una, non vengono prese in considerazione durante la sperimentazione perché la causalità lineare prevede una sola variabile, A causa/non causa B.

 il che come potete vedere è altamente illogico, e pensate invece che tutta la sperimentazione cosiddetta scientifica riconosce solo questa legge come valida. e se non fai sperimentazioni con questa legge ti dice che non sei scientifico, che l'omeopatia è acqua fresca, che parli di pancia, che i tuoi argomenti non sono scientifici, mentre chi sta veramente fuori dalla realtà sono quei poveri illusi che pensano veramente che la legge di causalità lineare sia l'unica valida a dimostrare la verità delle cose!

 (continua)

 

 

 

Finite le feste si torna a studiare!!!

 

 LA LEGGE DI CASUALITA' LINEARE (4):

 RICERCA CLINICA E PROTOCOLLO DI SPERIMENTAZIONE SCIENTIFICA

 

 La ricerca clinica è: “Qualsiasi studio sull'uomo finalizzato a scoprire o verificare gli effetti clinici, farmacologici, e/o altri effetti farmaco-dinamici (meccanismo di azione ed effetti,) e farmaco-cinetici (assorbimento, metabolismo, eliminazione, emivita, interazioni, ecc) di uno o più medicinali sperimentali, e/o a individuare qualsiasi reazione avversa ad uno o più medicinali sperimentali, e/o a studiarne l'assorbimento, la distribuzione, il metabolismo e l'eliminazione, con l’obiettivo di accettarne la sicurezza e/o l'efficacia"

 E' un po' difficilotto ma questa è la definizione ufficiale di Ricerca Clinica, ma interessante è la fine: "con l'obiettivo di accettarne la sicurezza e/o l'efficacia"...! da notare che l'efficacia è un optional "e/o"! poi vedremo perché l'efficacia è un optional...

 Rimarrebbe la sicurezza, ma poi sarà vero che rimane la sicurezza? lo vedremo più avanti se voi avrete la curiosità e la pazienza di seguirmi.

 Per cui i punti cardine di ogni sperimentazione clinica dovrebbero fondarsi sulla valutazione di:

 EFFICACIA, ovvero la capacità di raggiungere l'obiettivo terapeutico proposto.

 SICUREZZA come la capacità di esercitare effetti terapeutici senza indurre effetti non desiderati (rapporto rischio/beneficio).

 VALORE: capacità di aumentare l'aspettativa di vita, di migliorare la qualità di vita, di modificare il decorso di malattia, di ridurre il consumo di risorse sanitarie.

 Sono tutte belle parole, ma è poi veramente così?!

 (continua)

 

 

 

LA LEGGE DI CAUSALITA' LINEARE (5)

 DALL'IDEA AL FARMACO

 

 Come nasce un farmaco? Perché molti farmaci fanno più male che bene? perché a volte ritirano dal commercio un farmaco dopo dieci o vent'anni che è stato usato? Perché molti cercano di usare più prodotti "naturali" al posto dei farmaci?

 Ci sono tante altre domande che vi siete fatti, e non sempre avete trovato una risposta. io cercherò non di rispondere a tutto ma di darvi la possibilità imparando da quanto vado insegnando, di potervi sentire in grado di gestire da soli il problema e di darvi le risposte che andate cercando...

 

 Un farmaco nasce da una domanda di cura, per esempio Stamina, nasce dal fatto che nessuna cura c'è contro una certa malattia, genetica o altra, e allora uno scienziato dal cuore d'oro, mette la sua passione la sua arte e la sua intelligenza al servizio degli altri senza nessun altro scopo che quello di guarire il malato, ma buon per lui se dopo il suo lavoro e la sua dedizione, avrà solo calunnie, invidie e danni di immagine o anche materiali, da parte di gente corrotta che pensa che questa persona ha sottratto del business "a chi di dovere" (Big Pharm), e ringraziare pure, se non ci rimette la vita!!!

 Per cui abbiamo già visto come se uno esce dal seminato, come le Big Pharm indicano, sono guai per lui, perché la ricerca deve avere come fondamento primario il business e non la guarigione del malato, che è secondario e direi del tutto, perché come vedremo dopo ho delle buone ragioni per pensarlo!

 Vi siete mai chiesti come mai esistono tante specialità contro il dolore? vediamo: capostipite l'aspirina ovvero l'acido acetilsalicilico famoso non solo per essere il primo ma per essere il capogruppo delle emorragie gastrointestinali, piramidone, la classe del fenilbutazone (la novalgina) sono sati dismessi perché la popolazione americana era allergica gravemente al composto, poi ipubrufene, considerato il più sicuro finchè non hanno visto che la percentuale di infarti nei consumatori erano aumentati fino a più del 50 % rispetto agli altri antidolorofici, tutta la categoria dei FANS, voltaren chetoprofene, ecc, cortisone, usato come potente antidolorifico, i COX 1 e 2, che sembravano non dare problemi allo stomaco che poi è stato sconfermato, fino all'usatissimo paracetamolo, per grandi e piccini! in commercio penso che saranno più di cento i prodotti, non li ho mai contati, ma mi piacerebbe sapere quanti sono tra tutti quelli che si vendono senza ricetta, i così detti "da banco", e quelli più forti e potenti, chi ancora sotto brevetto e chi invece con i generici, io penso che una bella fetta del mercato viene incrementata dagli antidolorifici, e se ne producono ancora state certi! Perchè?

 Perché la ricerca non è tanto al servizio del consumatore quanto del business, e siccome il business "tira", di molecole nuove di sicuro ne usciranno altre!!!

 Mentre se il business non tira, come per certe malattie rare, molti farmaci sono stati sospesi dalla produzione e dal commercio perché non c'erano entrate sufficienti a ingrossare il portafogli già rimpinzito delle Big Pharm! Così quei malati poveretti sono costretti alla morte!!!

 Allora vediamo come nasce un farmaco, prima fra tutto, la casa produttrice deve vedere se conviene impegnare denaro e mezzi per produrre quel farmaco, pensate che la sperimentazione per un nuovo brevetto dura circa dieci anni e vengono utilizzati imponenti mezzi finanziari, per cui ci si aspetta una resa economica cospicua, studiando soprattutto i bisogni della popolazione, cioè dove il mercato tira, gli antidolorifici vanno e pure molto bene!!! allora continueremo a produrre nuove molecole, in che modo? da una vecchia molecola si estrapola una formula simile con qualche piccolo cambiamento così che la molecola a tutto diritto diventi brevettabile, basta pensare ai FANS sono tutti la stessa molecola con piccoli cambiamenti strutturali che ne modificano il nome per esempio da chetoprofene a ossiprofene, dico pe dire solo per fare un esempio, sarà vostro divertimento andare a vedere i cambiamenti della struttura e del nome quanto sono minimi, quel tanto che basta per vendere sotto brevetto (cioè a caro prezzo!) il nuovo prodotto!!!

 (continua)

 

 

 

LEGGE DI CAUSALITA' LINEARE (6)

 DALL'IDEA AL BREVETTO

 

 Abbiamo visto cosa spinge una società farmaceutica a produrre un nuovo farmaco (brevetto), una indagine di mercato sulla categoria di farmaci più venduti, e una piccola aggiustatina alla struttura chimica e via per la sperimentazione, questa inizia con una prova su cellule, o su presupposti fisico-chimici, per vedere grossolanamente se non è una pillola letale, e se la sua produzione può andare avanti. il secondo stadio della sperimentazione è la prova sugli animali, si deve vedere una cosa importante, quanti di questi animali moriranno, per arrivare alla fatidica DL 50!

 Cosa vuol dire DL 50?

 La dose minima del farmaco in questione che uccide i 50% degli animali!

 Gli animalisti inorridiranno, ma senza di questa non si va avanti, perché serve a vedere di quanto la dose farmacologica si allontana dalla DL50, se è troppo vicina si abbandona il progetto perché vuol dire che dose tossica e dose farmacologica coincidono! A volte capita che per certi farmaci tutt'ora in commercio questo capita, per esempio per certi simpaticomimetici per l'asma, in cui la leggera sovrabbondanza della dose porta ad aritmie cardiache, o addirittura anche la stessa dose in soggetti più sensibili può manifestare effetti tossici!

 Dopo aver trovato la DL 50 negli animali, e aver più o meno compreso il metabolismo e il dosaggio nell'animale, si passa alla piccola sperimentazione su volontari sani, per capire nell'uomo quale tossicità, quali dosaggi quale metabolismo ha quel prodotto, questi volontari possono essere al massimo una quarantina. Tutti firmano il consenso informato.il dosaggio il metabolismo e la tossicità sui volontari sani si prosegue il III stadio su numeri apprezzabili, circa 2.000-3.000 e anche più, per verificarne la farmacocinetica la tollerabilità ecc!

 E qui arriva il bello, si verifica solo un parametro di tutti i possibili, abbiamo visto che il farmaco può essere tossico, può dare allergie, può dare fenomeni collaterali anche imponenti come agire sui reni e sul fegato, sul cuore, sulla funzionalità cerebrale, ecc., ma... tutte queste variabili non si testano, si testa solo se toglie il dolore SI/NO, e sull'esperimento condotto su campione randomizzato in doppio cieco si vede solo se quella pasticca toglie o non toglie il dolore a un numero sufficiente di persone per cui la sua efficacia risulti superiore al placebo!

 D'altra parte la sperimentazione dovendo interessare grandi numeri viene portata avanti per poco tempo sul singolo campione, non sufficiente a vedere i danni su lungo periodo di assunzione. Che farà parte della IV fase cioè della Farmacovigilanza su grandi numeri

 Cosa vuol dire "Campione Randomizzato"?

 Campione è un numero di persone abbastanza significativo, certo non saranno 2.000 per volta ma diciamo 50 o 100 in un ospedale e altrettanti in altri ospedali, randomizzato vuol dire "Scelti a caso", diciamo anche: scelti a casaccio, per darsi un contegno loro dicono secondo un algoritmo che garantisce questo "a casaccio"

 a volte invece c'è un target tipo per esempio di genere, solo donne, o solo uomini o in base all'età dai 20 ai 40 anni e così via. oppure di malattia, certo non per gli antidolorifici ma per altri farmaci specifici o per ricerche specifiche su una componente causale di questa malattia, tipo se il latte fa bene allo stomaco in caso di ulcera sanguinante, ecc Però sia ben chiaro che ogni volta qualunque sia il metodo o il target verrà testata una e una sola variabile, perchè questa è la legge ferrea della casualità lineare!

 Cosa vuol dire "doppio cieco"?

 Quando ancora non era stato introdotto il doppio cieco nella sperimentazione, avevano visto che certi pazienti con un determinato sperimentatore davano risultati estremamente alti, mentre lo stesso farmaco dato da un altro sperimentatore dava risultati assai bassi. Questa risposta così diversa era dovuta all'empatia, all'accoglienza, alla disponibilità, al modo di porsi dello sperimentatore, per cui se era positivo c'era un risultato alto del test, per cui molte persone non avevano più dolore, mentre se era negativo anche il potente antidolorifico non aveva molto effetto. Così si scoprì l'effetto placebo!

 Allora per ovviare all'inconveniente fecero due pastiglie identiche in due scatole di diverso colore, una gialla e una rosa, in quella gialla c'era il farmaco e in quella rosa non c'era che eccipiente senza sostanza farmacologica, si accorsero che succedeva una cosa ancora diversa, lo sperimentatore sapendo dov'era il farmaco, a livello inconscio, non volendolo "suggeriva" la risposta, per cui si avevano meno casi di placebo e più invece di risposta al farmaco, allora per ovviare ancora una volta al problema si pensò che lo sperimentatore non dovesse sapere dove stava il farmaco così che non potesse suo malgrado suggerire la risposta al paziente, per cui chi dava le scatole al medico, cioè il primario, era l'unico a sapere in quale scatola vi fosse il farmaco. ecco perché si chiama in "doppio cieco" perché né il medico nè il paziente sanno dove sta il farmaco. Per cui ancora una volta l'effetto placebo diventa il rapporto che il medico stabilisce col paziente.

 L'effetto placebo è talmente importante nella sperimentazione da determinare il livello di efficacia del farmaco, cioè il farmaco risulta efficace quando la sua efficacia è superiore al placebo!

 E qui proprio sta la nota dolente, che il farmaco una volta arrivato a questo stadio può uscire in commercio sotto brevetto, ma... ATTENZIONE ATTENZIONE!!!

 l'antidolorifico che uscirà in commercio non deve essere il migliore fra tutti, NOOO!

 basta che la sua efficacia sia superiore al placebo!!!

 Per cui un farmaco uscito da tanto tempo ormai venduto come generico a poco prezzo può essere nettamente superiore come efficacia al farmaco ultimo uscito sotto brevetto e che per questo costa molto, ma molto di più del generico, ma non solo, avere più effetti nocivi tossici e collaterali, che col tempo si renderanno evidenti e probabilmente sarà il motivo per cui dopo tanti anni di uso, potrebbe venire anche ritirato dal commercio, come è successo a tanti farmaci fino ad ora!!!

(continua)

 

 

 

LEGGE DI CAUSALITA' LINEARE (7)

A ME SEMBRA TUTTO GIUSTO ALLORA PERCHE', DOTTORESSA ZANINI, NON LE PIACE QUESTA SPERIMENTAZIONE?

 

OK l'antidolorifico è stato sperimentato che toglie il dolore, ma togliere il dolore vuol dire guarire?

la sperimentazione porta su una falsa strada, fa credere ciò che non è, o meglio fa credere ciò che questa società vuole credere cioè TUTTO E SUBITO!

MA SIAMO SULLA STRADA DELLA VERITA' O DELLA TRUFFA?

la Medicina e per essa il  medico ha un grande compito:

RESTITUIRE LA SALUTE AL MALATO!

Togliere il dolore con una pillola antidolorifica è veramente restituire la salute, o non è invece far credere sani i malati?

Come posso vedere la cura di un dolore altrimenti?

La posso vedere studiando le cause del dolore e togliere le cause, ma chi si ferma a studiare le cause del dolore, neanche il paziente lo fa, figurati il medico, il medico allopatico cioè il comune medico laureato all'università, ha studiato secondo la mentalità che ha creato questa medicina, cioè che il sintomo va levato, secondo la legge di causalità lineare, si sa tutto sul dolore, è provocato dalle prostaglandine, se noi le inibiamo togliamo non solo il dolore ma anche l'infiammazione e la febbre, perché tutte e tre hanno un'unica origine.

Ma cosa sappiamo del paziente portatore del dolore, assolutamente nulla, perché la sperimentazione non va al di là del sintomo dolore, non sa né da che cosa è causato né perché è venuto, né se mai il paziente potrà guarire veramente dal suo sintomo, e il bello è che a nessuno interessa, né lui, né la sua storia, né le sue emozioni, né i suoi sentimenti, lui è il grande assente!  cioè il paziente non esiste come persona ma solo come numero statistico di un esperimento a una sola variabile, cioè il dolore, il sintomo sopravanza la vita unica e irripetibile di quell'individuo che verrà ancora chiamato in causa non più come numero statistico, ma come consumatore di farmaci!

Allora proviamo a guardare la sperimentazione in un altro modo: secondo la logica dei sistemi complessi, cioè il paziente, il medico e la guarigione!

ovvero secondo LA LEGGE DI CAUSALITA' CIRCOLARE

il paziente è una persona con una sua storia unica e irripetibile, con le sue emozioni, con il suo vissuto e la sua esperienza, il medico è una persona anch'esso unico e irripetibile con la sua storia il suo vissuto e le sue emozioni, quando il medico viene chiamato per restituire la salute al malato sono due persone che in quell'attimo dell'incontro intrecciano le loro vite in una esperienza unica e indimenticabile che di comunque produrrà un cambiamento nella vita del medico e del paziente, perché quell'incontro fa parte della loro storia, e nella relazione ognuno darà e prenderà dall'altro!

Il medico con la sua scienza ma anche con la sua empatia e la sua disponibilità inizierà a smuovere un energia essa stessa guaritrice (il famoso effetto placebo), e nello stesso tempo analizzerà i sintomi e la storia del paziente per ricavare i dati che lo porteranno a sciogliere l'enigma che si cela dietro la sua malattia, scegliendo il giusto farmaco, che non sarà l'antidolorifico,  ma quello che copre i sintomi mentali e fisici del paziente, e logicamente non userà i farmaci che sono stati sperimentati in "assenza" del paziente come abbiamo visto prima, ma userà farmaci che hanno le potenzialità energetiche per coprire la vasta gamma di sintomi che la storia del paziente ci mostra come causa di malattia. Logicamente questi farmaci non esistono nella medicina ufficiale, ma solo in quella energetica che usa la legge di causalità circolare: Medicina Omeopatica, Medicina Tradizionale Cinese, Medicina Ayurvedica!

nelle prossime puntate parleremo della LEGGE DI CAUSALITA' CIRCOLARE che meglio si addice alle medicine energetiche.

(continua)


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